Scoprire e fotografare le vestigia scheletriche di un'antica foresta di acacie. Un'esperienza straordinaria nel cuore del parco di Naukluft, in Namibia.

"Prima di fotografare consiglio sempre di guardare."

Viaggiare per fotografare

Ci sono luoghi che restano nell'immaginario, quasi irreali, fino a che non si ha la fortuna di visitarli davvero.

La Namibia è una terra incredibilmente varia e ricca di spunti fotografici di ogni sorta; paesaggi, popoli e animali si alternano nelle fotografie di ogni viaggiatore in un susseguirsi di emozioni difficilmente esprimibili se non attraverso le immagini.

Tra tutti i luoghi incredibili di questa magnifica terra ne esiste uno che ha un enorme potere di suggestione. Deadvlei, letteralmente "lago morto", un bacino di acqua effimero nel deserto del Namib.

In passato era un'oasi di acacie, ma all'antico cambiamento del corso del fiume di questa oasi sono rimaste solo le vestigia scheletriche, con i rami neri che si stagliano verso il cielo.

Il paradiso naturale e fotografico di Deadvlei si trova all'interno dei cancelli del parco del Namib Naukluft, che aprono all'alba.

L'unico modo per raggiungere il Deadvlei prima del sorgere del sole è quello di dormire all'interno del parco, in una delle pochissime strutture che lo permettono. Le più vicine si trovano a 60 km e sono percorribili in circa un'ora.

Si partirà al buio e la sensazione di solitudine e di immensità sarà una costante di questa esperienza.

Percorrere il deserto di notte al chiarore della luna o sotto una calotta di stelle è di per sé un'esperienza unica.

Lasciamo la strada asfaltata per una pista sabbiosa, da dove proseguiremo a piedi con una breve camminata sulle dune.

Pali bianchi affogati nella sabbia segnano il cammino e dopo 20 minuti si apre davanti a noi, sotto le luci stellari, la conca di Deadvlei.

Lo spettacolo è quasi surreale: un luogo difficilmente visibile senza turisti si schiude dinanzi ai nostri occhi nella sua naturale solitudine.

Prima di fotografare consiglio sempre di guardare, a volte è difficile in queste situazioni, ma assaporare l'esperienza con calma ci aiuterà a trovare la giusta emozione da inserire nei nostri scatti.

Quando si scende nella conca e ci si addentra tra le acacie scheletriche ci si rende conto che il suolo biancastro è stato una volta ricco di acqua, che ancora, in rare occasioni, può accumularsi.

Le dune che ci circondano, nelle luci notturne, non assumono ancora il loro iconico colore arancione, ma è quando inizia a levarsi il sole che si accende la magia della luce.

Le nostre foto inizieranno a raccontare questa transizione tra le silhouette degli alberi e le morbide linee delle dune.

Lentamente l'aria inizia a scaldarsi, come i colori delle nostre fotografie.

Qualche corvo solitario ci tiene compagnia nella conca.

Abbiamo tempo per fotografare, ma non ci sembra mai abbastanza, e quando il sole è ormai alto e i turisti arrivano, lasciamo Deadvlei con la promessa di ritornarci.

Dune del Namib con luce radente arancione vista da Deadvlei
Deadvlei — © Elisabetta Rosso
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L'episodio

Luoghi come questo meritano di essere visitati sempre e solo con grande rispetto.

La natura è delicata.

Durante uno dei miei viaggi con i fotografi ho notato alcuni turisti arrampicarsi sulle acacie centenarie per farsi selfie.

Li ho naturalmente invitati a scendere e la loro incredibile risposta — "Non c'erano cartelli che vietavano di salire sugli alberi" — mi ha letteralmente scioccata.

Abbiamo davvero bisogno di un cartello che ci dica che non dobbiamo rovinare tutto?

Credo che il ruolo del fotografo sia anche quello di sensibilizzare alla bellezza e alla delicatezza.

Silhouette delle acacie centenarie di Deadvlei contro il cielo del Namib Naukluft
Deadvlei — © Elisabetta Rosso

Fotografare

Come nella maggior parte delle situazioni fotografiche amo l'utilizzo del cavalletto.

Il treppiede è utile per attendere il momento perfetto, per guardare e pensare.

Lo consiglio quasi sempre quando siamo in attesa della luce migliore per i nostri scatti.

Nelle immagini amo alternare lenti di lunghezza focale diversa; grandangolo e teleobiettivo hanno caratteristiche tecniche differenti e ci consentono di trasmettere emozioni completamente diverse, tra coinvolgimento e astrazione.

Cambiare punto di vista e posizione permette di raccontare un luogo attraverso diversi punti di vista.

Sperimentare è sempre una buona idea.

Il consiglio pratico

La sabbia è uno dei compagni di viaggio più insidiosi, soprattutto in presenza di vento.

Cercate di arrivare pronti senza dover cambiare le lenti sul posto.

Utilizzare due corpi macchina con due lenti diverse potrebbe essere un'ottima soluzione.

Se siete costretti a cambiare la lente fate in modo di essere molto riparati; potete utilizzare lo zaino per coprirvi e fare le operazioni.

Conca di Deadvlei con le vestigia scheletriche dell'antica foresta di acacie
Deadvlei — © Elisabetta Rosso

Domande frequenti

Quando andare a Deadvlei per fotografare?
Il momento migliore è all'alba, prima dell'arrivo dei turisti. Per essere a Deadvlei al sorgere del sole è necessario dormire all'interno del parco del Namib Naukluft o in una delle pochissime strutture nelle immediate vicinanze, a circa 60 km. Si parte al buio percorrendo il deserto sotto le stelle, e si arriva alla conca dopo una breve camminata sulle dune.
Quale attrezzatura serve per fotografare Deadvlei e il Namib?
Treppiede stabile per attendere la luce migliore, lenti di lunghezza focale diversa (grandangolo per coinvolgimento, teleobiettivo per astrazione). In presenza di sabbia e vento è consigliato utilizzare due corpi macchina con due lenti diverse per evitare cambi di lente sul posto. Se costretti a cambiare lente, ripararsi usando lo zaino.
Cosa rende Deadvlei un luogo fotograficamente speciale?
Deadvlei è un bacino d'acqua effimero nel deserto del Namib dove le vestigia scheletriche di un'antica foresta di acacie si stagliano verso il cielo. Il contrasto tra i rami neri delle acacie centenarie, il suolo biancastro della conca e le dune arancioni circostanti, alle prime luci dell'alba, crea uno scenario surreale e di grande potere suggestivo.
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Vivere la Namibia attraverso l'obiettivo

Ogni anno organizzo viaggi fotografici in Namibia. Una settimana tra Deadvlei, le dune del Namib, Sossusvlei e gli ecosistemi più estremi dell'Africa australe.

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Articolo pubblicato originariamente su OASIS n. 235, nella rubrica "Un mondo di bellezza", di Elisabetta Rosso.

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