Quando ho ricevuto l'email dagli IPA Awards, ero in Giappone. Seduta in un ryokan a Kyoto dopo una giornata tra i templi e il foliage. Ho letto l'oggetto: "Honorable Mention — Landscape Category". Ho sorriso. Non era il mio primo riconoscimento internazionale — avevo già la selezione National Geographic e altri premi — ma questo aveva un sapore diverso. Qualcuno dall'altra parte del mondo aveva guardato una mia foto e aveva detto: questa sì.

Questa è la storia vera dietro i miei premi internazionali — IPA Awards, ND Awards, e la selezione National Geographic. Non un racconto di riscatto, ma una riflessione su cosa ho capito dei concorsi dopo vent'anni di carriera e diversi riconoscimenti.

La foto che ha vinto l'IPA

La foto è quella che vedete in apertura: "Who's Really the Stranger Here?" — un granchio sulla spiaggia nera d'Islanda. Sembra semplice, vero? Un granchio, la sabbia vulcanica, la schiuma dell'oceano. Ma dietro quella foto c'è una storia.

Ero in Islanda per un viaggio fotografico. Quella mattina il meteo era impossibile: vento a 90 km/h, pioggia orizzontale. Il gruppo voleva restare in hotel. Io no. Sì lo so, un viaggio fotografico insieme a me non è quello che può definirsi un viaggio rilassante! Ma in fondo per quello ci sono altre soluzioni e altre destinazioni!

Gruppo viaggio fotografico Islanda con Elisabetta Rosso

Il gruppo del viaggio fotografico in Islanda — dove è nata la foto premiata

Sono uscita da sola alle 5 del mattino. E lì, tra le alghe portate dalla tempesta, ho visto il granchio. Era perfettamente immobile sulla sabbia nera. Ho avuto forse 30 secondi. Mi sono sdraiata sulla sabbia bagnata e ho scattato. Quattro foto. Una sola a fuoco. Quella foto ha vinto la Menzione d'Onore agli IPA Awards nella categoria Landscape.

I tre premi che hanno segnato il mio percorso

Tre premi diversi, tre foto diverse, tre giurie diverse. Ma un filo comune: nessuna delle foto premiate era la più "bella" del mio portfolio. Erano le più vere. La stessa attenzione alla qualità e all'autenticità mi ha portato a essere riconosciuta anche come fotografa WPJA per il wedding reportage.

Cosa ho imparato dai no

Prima della Menzione d'Onore IPA, non tutti i concorsi sono andati bene. Ci sono state sottomissioni ignorate, foto che credevo straordinarie e che non hanno superato nemmeno la prima selezione. È frustrante, ma è anche il modo migliore per capire dove sei davvero rispetto al livello internazionale. Ma ho capito che stavo mandando le foto più "belle" — tramonti perfetti, aurore spettacolari. Le giurie vedono migliaia di tramonti perfetti. Quello che le ferma è qualcosa di inaspettato. Una prospettiva che non avevano mai visto. Un'emozione che li colpisce allo stomaco. Un dettaglio che racconta una storia intera in un singolo frame.

Ho imparato questa lezione nel modo più duro: mandando per anni le mie foto più tecnicamente perfette e vedendole ignorate. La perfezione tecnica è il minimo sindacale ai concorsi internazionali. Quali sono state scartate? Quelle perfette tecnicamente ma con meno potere narrativo. Questa è la grossa differenza, la grande sfida, l'importante obiettivo da raggiungere. E oggi, anche grazie a Photolab Academy, possiamo lavorarci e raggiungerlo insieme. La perfezione tecnica resta il minimo sindacale — tutti i partecipanti la hanno. Quello che fa la differenza è la visione personale, il coraggio di mostrare qualcosa di diverso.

Aurora boreale — foto non premiata ai concorsi
Questa aurora spettacolare non ha mai ricevuto attenzione ai concorsi — troppo prevedibile. I concorsi vogliono storie, non cartoline.

Cosa cercano davvero le giurie

  1. Unicità — Non un'altra foto dell'aurora. Ma qualcosa che nessuno ha mai mostrato.
  2. Emozione autentica — La foto deve trasmettere qualcosa di viscerale.
  3. Storytelling — Ogni immagine deve raccontare una storia completa.
  4. Punto di vista personale — Vogliono vedere il mondo come lo vedi tu.

Come partecipare ai concorsi

📋 Il mio processo

1. Selezione brutale — Da 500 foto, ne mando 1 o 2.
2. Il titolo conta — "Who's Really the Stranger Here?" ha fatto la differenza.
3. Diversifica — IPA, ND Awards, Sony World Photography. Ogni concorso ha una sensibilità diversa.
4. Timing — Sottometti quando hai qualcosa di unico, non per riempire una quota.

Un consiglio che do sempre a chi vuole iniziare con i concorsi: non mandare le tue foto preferite. Manda quelle che raccontano una storia unica. Le giurie vedono migliaia di tramonti perfetti e aurore spettacolari. Quello che le ferma è qualcosa che non hanno mai visto prima — una prospettiva inaspettata, un momento irripetibile, un dettaglio che rivela un mondo intero.

Le 5 lezioni che ho imparato

1. I concorsi premiano la visione, non la tecnica.

2. La foto migliore non è quella più spettacolare. Hanno premiato un granchio, non un'aurora.

3. Esci quando tutti restano dentro. La foto esiste perché sono uscita con il maltempo.

4. La post-produzione non salva una foto mediocre. Meno di 5 minuti di editing.

5. Fai foto tue. I premi arrivano quando smetti di cercarli. I premi sono arrivati quando ho smesso di cercarli. Questa attenzione al dettaglio è la stessa che porto nel mio lavoro come fotografa di matrimonio a Torino: ogni scatto è pensato per durare nel tempo.

Stokksnes e Vestrahorn — foto selezionata da National Geographic
Stokksnes con la Vestrahorn — la foto che ha attirato l'attenzione di National Geographic USA
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Domande frequenti

Come si partecipa agli IPA Awards?
Gli IPA (International Photography Awards) accettano sottomissioni online sul sito photoawards.com. Ci sono categorie per professionisti e non professionisti. La quota varia per categoria. Serve un portfolio curato e ogni immagine deve avere titolo e descrizione.
Quanto costa partecipare ai concorsi fotografici internazionali?
Le quote variano: IPA circa 35-45$ per foto, ND Awards circa 20-25€, Sony World Photography Awards è gratuito. Il costo non è la barriera — la selezione delle foto giuste lo è.
Serve attrezzatura professionale per vincere concorsi?
No. La mia foto premiata è stata scattata con una Nikon e un obiettivo medio. I concorsi cercano storie e visione, non pixel.

I concorsi fotografici non sono per tutti. Richiedono una pelle spessa, la capacità di accettare il rifiuto, e la determinazione di continuare a migliorare anche quando i risultati non arrivano. Ma per chi ha la pazienza e la passione, sono una delle esperienze più formative che la fotografia possa offrire. Ogni sottomissione è un esercizio di selezione, ogni feedback è una lezione, ogni premio è la conferma che stai andando nella direzione giusta.

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