Vi scrivo dal Namib, mentre accompagno il mio gruppo del 2026 tra le dune più alte del mondo. Ci sono luoghi che credi di conoscere a memoria, e poi ti sorprendono di nuovo. È successo in questi giorni: nel deserto più arido della Terra, tra le dune rosse, abbiamo trovato l'acqua.
"Nel deserto più arido della Terra, tra le dune rosse, abbiamo trovato l'acqua."
Un lago nel deserto più arido del mondo
Il Namib riceve in media una ventina di millimetri di pioggia all'anno. Quasi niente. Eppure ogni tanti anni accade qualcosa di straordinario: le piogge cadute sulle montagne del Naukluft scendono lungo il Sesriem Canyon e arrivano fino alla conca di Sossusvlei. Il suolo di argilla è così compatto che non lascia filtrare l'acqua, e tra le dune si forma un lago che resiste a lungo.
Un tempo era un evento da una volta ogni dieci anni, e le annate memorabili si contano. Nel 1997 una piena eccezionale lasciò Sossusvlei allagata per quasi un anno intero. Nel 2011 l'acqua isolò la zona, con le strade impraticabili. Poi nel 2021, dopo un decennio di secca, il lago tornò. Da lì gli episodi si sono fatti più frequenti, e nel 2026 il fiume Tsauchab ha raggiunto Sossusvlei più di una volta. Di solito l'acqua resta qualche settimana, poi il deserto se la riprende. Noi ci siamo capitati proprio ora. Vedere il riflesso delle dune arancioni sull'acqua, in un posto dove l'acqua non dovrebbe esserci, è una di quelle cose che non si dimenticano.
Deadvlei alle prime luci, e siamo solo noi
Se cercate "Deadvlei" online, lo vedete quasi sempre affollato. A metà mattina arrivano i pullman e la magia si spezza. Per essere lì alla prima luce, prima di chiunque altro, c'è un solo modo: dormire dentro il parco del Namib Naukluft, in una delle pochissime strutture che lo permettono, prenotando con un anno di anticipo.
È quello che organizzo per i miei gruppi. Si parte al buio, si attraversa il deserto sotto le stelle, una breve camminata sulle dune, e la conca si apre davanti a noi quando è ancora notte. Poi il sole si alza, accende le dune alle spalle delle acacie scheletriche, e per qualche minuto abbiamo tutto questo solo per noi.
La storia di questi alberi, morti da secoli e ancora in piedi perché qui è troppo secco perché si decompongano, l'ho raccontata nel dettaglio nell'articolo Il magico Deadvlei.
Il backstage di una mattina nel Namib
Fa freddo, all'alba nel deserto, più di quanto immaginereste. Si cammina con le torce, si aspetta la luce, si cambia obiettivo al riparo dal vento e dalla sabbia. Poi arriva il momento, e il gruppo si sparpaglia in silenzio a cercare il proprio scatto.
Sono queste le mattine che rendono un viaggio fotografico diverso da una vacanza: la fatica, l'attesa, e la ricompensa quando la luce fa esattamente quello che speravi. Non si torna a casa solo con delle belle foto, ma con il modo di vederle.
Perché ci torno ogni anno
La Namibia la conosco a memoria ormai, eppure ogni volta mi sorprende. Ed è per questo che continuo a portarci le persone: per condividere questi momenti con chi la fotografia la ama davvero.
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