Il mio pensiero
Fotografia di matrimonio e di viaggio
Spesso mi chiedono come nasce il connubio tra la fotografia di matrimonio e quella di viaggio, natura e paesaggio. «Tu che fotografa sei?», mi domandano. Io rispondo: sono una fotografa. Solo pochi giorni fa ne parlavo con un grande chef, che mi piace chiamare artista, e lì ho trovato la risposta vera: immaginate un menù, un menù che vi attira, e non importa se raffinato o semplice, è proprio quel menù che vi ha portato a sedervi a quel tavolo. Chiederemmo mai se c'è uno chef per il primo e uno per il secondo? È così anche nella fotografia, se la fotografia l'hai sempre vissuta come arte, in tutte le sue sfumature.
Ogni esperienza aiuta l'altra, e l'obiettivo è sempre il bilanciamento perfetto, il connubio perfetto. Da una luce in Islanda impari come disegnare con la luce il velo della sposa. Dal volo di un fenicottero in Namibia, l'attimo giusto, quello in cui il nonno della sposa le prende le mani, emozionato. L'emozione può durare attimi o momenti, e quando dura momenti, se davvero stai realizzando un reportage, allora proprio non può scappare.
Che poi, se ci pensate bene, il vostro matrimonio è e sarà un viaggio. Dobbiamo davvero chiederci che rapporto ci sia tra la fotografia di viaggio e un matrimonio? Il mio consiglio è, piuttosto, chiederci come prendere il meglio da questa unione che, a modo suo, è anch'essa un matrimonio.
Sarà un piacere accompagnarvi in questo viaggio, far parte di questa storia e poterla raccontare, per consentirvi di custodirla per sempre. Questa, per me, è «una storia da raccontare».
Se avete domande o curiosità, il modo migliore è scrivermi.